Perche’ noi non possiamo andare in Mercedes Lo strano caso della candidata abortista sostenuta da alcuni “pro-life” italiani

Comunicato Stampa N. 80

Il Comitato Verità e Vita è apartitico, non è un partito politico, né i suoi dirigenti sono impegnati in alcun partito politico. Ma quando la politica si interessa di vita umana e di questioni di bioetica, non è possibile far finta di nulla. Di fronte all’incomprensibile, deplorevole spettacolo che va in scena sotto i nostri occhi in queste elezioni, nelle quali, in particolare, il voto per la presidenza regionale è dato alla persona, non possiamo più tacere: stiamo parlando del sostegno pubblico accordato alla signora Mercedes Bresso da esponenti e formazioni del mondo “pro-life” italiano.

La Bresso è Governatore uscente della Regione Piemonte, e la sua azione politica e culturale in questi anni parla chiaro: essa è un’esponente di quella visione di stampo permissivo (“pro-choice”) della politica e del diritto di fronte a tutte le questioni eticamente sensibili: aborto, eutanasia, fecondazione artificiale, riconoscimento legale delle coppie omosessuali, droghe più o meno leggere. Mercedes Bresso e Emma Bonino si stimano e si assomigliano. Pretendere che l’elettorato “pro-life” – che dovrebbe includere quello cattolico – possa considerarne “votabile” una e “impresentabile” l’altra, è un esercizio di equilibrismo logico davvero grottesco o, in altre parole, un esemplare di bassa politica.

Dunque, per quello che ci riguarda, un elettore veramente “pro-life” – specialmente cattolico – non può in coscienza dare il suo voto a Mercedes Bresso.

La cosa è così ovvia che non ci sarebbe nemmeno il bisogno di ripeterlo, se non fosse che in queste ore abbiamo notizie certe e documentate di una incredibile mobilitazione di persone riconducibili al mondo “pro-life” e persino a quello cattolico – non certo a Verità e Vita – che stanno facendo campagna elettorale alla signora Bresso. E’ evidente che questa incredibile alleanza fra abortisti e (sedicenti) antiabortisti ha una possibile spiegazione nella linea politica scelta da un partito, l’UDC, che ha deciso, nel quadro delle scelte di schieramento politico, di sostenere in Piemonte la candidatura Bresso.

Noi ovviamente non ci stiamo. E speriamo vivamente che l’elettorato veramente “pro-life”, senza se e senza ma, non voti Mercedes Bresso e i suoi alleati.

Il Comitato Verità e Vita è convinto che scelte di questo elettorato, determinanti per un sonoro NO alle due esponenti della tragica cultura del disprezzo e della morte dell’uomo, segnerebbero una importante vittoria della cultura della vita e monito a certi politici propensi al compromesso del c.d. ‘male minore’ anche su valori e diritti non negoziabili.

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