Categoria: News

Intervista a Giacomo Rocchi sulla legge sulle DAT

Domande circa la legge 219 del 2017

Grazie Dott. Rocchi per essere qui con noi. Cominciamo col definire i termini della questione. Ci potrebbe spiegare, in breve, qual è il nucleo della legge sulle DAT? Cosa sono di preciso queste “Disposizioni Anticipate di Trattamento” e qual è la differenza tra tale dizione e quella di “Dichiarazioni Anticipate di Trattamento”?

La legge 219 del 2017 è intitolata “Norme in materia di consenso informato e di disposizioni anticipate di trattamento“: potrebbe sembrare, quindi, che si tratti di una legge che regoli i rapporti tra i pazienti e i medici, attribuendo ai primi un maggior “potere” nei confronti dei secondi. In realtà, il nucleo vero della legge è un altro: la possibilità di ottenere, tramite il rifiuto del consenso, la morte del soggetto.

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In ricordo di Eluana Englaro: l’ingiustizia dell’eutanasia per via giudiziaria

RELAZIONE AL CONVEGNO 18 MAGGIO 2019 UNIVERSITÀ LUMSA – ROMA
1. La lunga e complessa vicenda giudiziaria che ha condotto alla morte di Eluana Englaro a seguito dell’interruzione dell’idratazione e dell’alimentazione ha un’importanza epocale perché segna il passaggio da una concezione etica e giuridica che assegna primalità  alla vita umana a una concezione che ne erode il primato a favore di criteri non ultimamente chiari, ma orientati in sostanza ad attribuire rilievo al c.d. ‘best interest’ del soggetto disabile, individuato tramite una ricostruzione presuntiva dello stile di vita serbato dal malato prima dell’inabilitazione.

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Licenza di uccidere

RELAZIONE AL CONVEGNO 18 MAGGIO 2019 UNIVERSITÀ LUMSA – ROMA
1. Come abbiamo spesso sentito dai media, negli Stati Uniti, da molti anni, è in corso una battaglia politica e giudiziaria sulla pena di morte, prevista nella maggioranza degli Stati. La Corte Suprema degli Stati Uniti è più volte intervenuta non solo sulla conformità della pena capitale alla Costituzione americana, ma anche sui metodi da utilizzare per le esecuzioni, tenuto conto del divieto di infliggere “pene crudeli ed inusuali”.

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Si vuole negare che la natura umana abbia un’essenza immutabile nel tempo.

Il dibattito in corso sui temi di bioetica necessita una riflessione profonda che vada al di là delle contingenze politiche e storico-sociali. I temi dell’aborto, della fecondazione assistita e del testamento biologico sono stati affrontati dal filosofo e bioeticista Mario Palmaro, nel corso di una conferenza tenuta lo scorso 7 ottobre presso la Fondazione Lepanto.

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Hanno aperto le porte all’eutanasia.

Nelle nostre leggi la vita è un bene indisponibile: non solo è vietato uccidere qualcuno, ma è illecito anche ottenere da altri la propria morte. Tanto è vero che il codice penale punisce l’omicidio del consenziente e la istigazione al suicidio. La Cassazione non può ignorare proprio il principio di indisponibilità della vita. Il testamento biologico è, in tal senso, una soluzione sbagliata e inaccettabile.

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