Risposta al prof Vazzoler da parte di una mamma, su affermazioni ”Neonati molto prematuri e ritardati mentali non sono persone”

2008-11-5

Maria, mamma di una Casa Famiglia della Comunità Papa
Giovanni XXIII

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Gentile Direttore,

leggo con costernazione quanto dice il dott. Gianfrancao
Vazzoler mi viene spontaneo rivolgergli un invito: “Venga nelle
nostre case famiglia e gusti con noi il Dono che abbiamo ricevuto!”
Io sono la mamma del cuore di Lucia, una piccola donnina di 2 anni
e qualche giorno: è nata da un aborto cosiddetto
“terapeutico mal riuscito”, secondo alcuni, una Grazia per noi che
le viviamo accanto ogni giorno. La sua vita gestazionale è
stata interrotta a sole 22 settimane e 5 giorni ed è nata di
562 grammi, troppo poco secondo qualcuno per sopravvivere; ora
leggiamo addirittura “per poter acquisire il loro potenziale di
conquista dei diritti. Non potranno mai diventare persone e quindi
il loro migliore interesse non sta nel perseguire la
vita”.
Invece lei, con un indice di apgar di ben 7 alla
nascita e di 10 dopo 10 minuti, ha continuato a combattere ed
è diventata per noi la persona che ci aiuta ad intravvedere
le cose più importanti della vita

Era stata definita allo stato vegetativo, invece si muove, gioca,
vocalizza, si relaziona con noi di casa in modo personalizzato e
con gli estranei (quelli che le vanno a genio, perchè lei
sente chi la avvicina con amore e chi no) ci mette 2 minuti ad
entrare in empatia.Ccerto, è vero, un bimbo della sua
età, solitamente, riesce a fare molte altre attività,
ma la vogliamo anche incolpare del fatto che ai suoi danni qualcuno
abbia tentato un omicidio?

Vogliamo cercare di dare a queste persone quantomeno le stesse
opportunità che sono state date a noi.

Forse lo meritavamo di più? E a quale titolo?

Lucia non vede e può sentire solo con l’uso di apparecchi
acustici. Noi non abbiamo ancora capito come, ma sa quando le si
avvicina qualcuno e subito interagisce con il nuovo venuto.
Vogliamo dire che le sue disabilità fisiche, sono da
ascriversi tra gli esempi di cui parla il dott. Vazzoler:
costituiscono esempio di non persone umane”? Non
è che per caso il problema sia piuttosto di noi cosiddetti
“normodotati” che non riusciamo più ad intravvedere spazi o
possibilità relazionali al di là di quello che a noi
viene più semplice gestire e capire?

Crediamo che neppure ӏ persona chi ha
autocoscienza, senso morale e razionalità”,
sia
un’affermazione che possiamo condividere.

Chi se ne può arrogare il diritto? Crediamo, invece, che ci
si stia troppo discostando dal fatto che nessuno di noi può
essere padrone della vita, di quella di nessuno. Facciamo fior di
celebrazioni alla memoria della Shoa,sono cosa buona e giusta, ma
pare che neppure dalla storia riusciamo ad imparare che differenza
c’è tra quello che è successo a quel tempo e quello
che si vorrebbe far succedere oggi.

Siamo tutti un Dono Irripetibile di Dio: chi potrà dare al
mondo l’apporto che vorremmo negare di poter dare a queste persone?
Ognuno di noi fa parte del Progetto di Dio: a quale umanità
potremmo aspirare negando i diritti di qualcuno? Nei confronti di
chi riusciamo a fare il minimo sforzo per comprenderlo?Siamo fatti
per la Vita Eterna: come possiamo credere che tutto si esaurisca in
uno sterile pensiero discriminante?

Maria, mamma di una Casa Famiglia della Comunità Papa
Giovanni XXIII





”Persona è chi ha autocoscienza, senso morale e
razionalità”

”Neonati molto prematuri e ritardati mentali non sono
persone”



E’ la tesi enunciata oggi da Gianfranco Vazzoler, pediatra
componente della Consulta di bioetica di Pordenone, nella sua
relazione al convegno sulle sfide della neonatologia.



Firenze, 31 ott. (Adnkronos) – “I feti, i neonati fortemente
prematuri, i ritardati mentali gravi e coloro che sono in uno stato
vegetativo permanente, cioè senza speranza, costituiscono
esempi di non persone umane. Tali entità fanno parte della
specie umana, ma non sono persone”. L’affermazione arriva da
Gianfranco Vazzoler pediatra e componente della Consulta di
bioetica di Pordenone che l’ha scritta nero su bianco nella sua
relazione al convegno su ‘Le sfide della neonatologia alla bioetica
e alla società: le buone ragioni della Carta di Firenze’
all”ospedale Meyer.



Per Vazzoler, infatti, ӏ persona chi ha autocoscienza,
senso morale e razionalità”. Parlando di rianimazione dei
prematuri, “alcuni neonati sono neurologicamente e fisicamente
così compromessi – ha aggiunto il bioeticista – da essere
impossibilitati irreversibilmente ad acquisire il loro potenziale
di conquista dei diritti. Non potranno mai diventare persone e
quindi il loro migliore interesse non sta nel perseguire la
vita”.



Una tesi duramente contestata da Gianpaolo Donzelli, ordinario di
neonatologia all’università di Firenze secondo il quale
quelle di Vazzoler sono affermazioni “senza alcun fondamento
scientifico ed etico”. “Vazzoler – dice Donzelli all’ADNKRONOS
SALUTE – parla esclusivamente a titolo personale. E le sue parole
non hanno a che fare né con l’ospedale Meyer di Firenze,
né con la città che ospita il convegno. Ma
soprattutto non hanno alcun significato per la neonatologia
italiana e neppure internazionale”.



Al contrario, sostiene il neonatologo, “si tratta di affermazioni
che rappresentano soltanto il segno della liberalità e della
‘agorà’ di pensiero presenti al convegno, dove tutti hanno
possibilità di esprimersi. Ma, proprio in nome di questa
stessa libertà – prosegue Donzelli – una volta ascoltato e
compreso ciò che ognuno dice si può benissimo
prendere le distanze”. Il neonatologo dell’ateneo fiorentino parla
con cognizione di causa: è infatti uno degli estensori della
carta di Firenze, che riassume le buone pratiche della letteratura
scientifica di fronte a neonati fortemente prematuri.








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