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Obiezione di coscienza



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coscienza


Domanda

una collega infermiera si è rifiutata di eseguire dei
prelievi ematici a delle pazientiche si erano ricoverate per
eseguire l’ivg. volevo sapere quali sono gli atti antecedenti
coperti dall’obiezione di coscienza. grazie

Risponde il Dr Giacomo
Rocchi

Risposta

L’articolo 9 della legge 194, nel riconoscere il diritto
all’obiezione di coscienza al personale sanitario ed esercente le
attività ausiliari, stabilisce che “l’obiezione di coscienza
esonera il personale sanitario ed esercente le attività
ausiliarie dal compimento delle procedure e delle attività
specificamente e necessariamente dirette a determinare
l’interruzione della gravidanza e non dall’assistenza antecedente e
conseguente all’intervento”: in sostanza chi fa obiezione di
coscienza ha diritto di non contribuire in alcun modo
all’esecuzione dell’intervento abortivo che è visto (come
è in realtà) come l’atto finale di una procedura sia
di carattere amministrativo che medico (accertamenti sanitari,
certificazioni, preparazione all’intervento, esecuzione
dell’intervento).

I prelievi ematici eseguiti prima dell’intervento fanno
chiaramente parte di questa procedura, in quanto preliminari
all’aborto e necessari per controllare le condizioni della donna ed
evitare eventuali problemi che possano sorgere a seguito
dell’intervento; d’altro canto, il fatto che il ricovero in
ospedale sia giustificato esclusivamente dalla prenotazione per
eseguire l’aborto toglie ogni dubbio sulla utilità dei
prelievi ematici per l’intervento.

Bisogna ricordare che il diritto all’obiezione di coscienza
è un “diritto potestativo”, vale a dire un diritto che
nessuno può limitare o condizionare in nessun modo; il
Consiglio di Stato (massimo organo della giustizia amministrativa),
con la sentenza n. 428 del 10/10/1983, Sez. V, ha dichiarato
illegittimo l’ordine di servizio con cui un ente ospedaliero aveva
intimato ad alcuni medici addetti al proprio servizio di analisi,
che avevano presentato dichiarazione di obiezione di coscienza,
l’esecuzione di esami di laboratorio preordinati – per indicazione
dello stesso provvedimento – alla interruzione volontaria di
gravidanza: come si vede, si trattava proprio di un caso analogo a
quello dell’infermiera.

In definitiva l’infermiera ha esercitato il suo diritto
all’obiezione rispettando pienamente i limiti posti dalla
legge.

Giacomo Rocchi





 









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