FIVET – I disastri di una legge imperfetta: Il bollettino annuale

Comunicato Stampa N. 144

La Relazione del Ministro della Salute sull’applicazione della legge 40 del 2004 sulle fecondazione artificiale viene resa nota in un momento in cui, ancora una volta, il mondo cattolico e quello che difende la vita si mobilitano per impedire l’approvazione di una legge – quella sull’omofobia – che ha tutte le caratteristiche per essere definita pericolosa, menzognera, lesiva dei diritti dei cittadini e di tutti gli uomini, pronta a spianare la strada ad un’altra, quella sul matrimonio omosessuale e sulla possibilità di adozione per le coppie dello stesso sesso.
Ancora una volta all’orizzonte ci sono leggi ingiuste: e così le annuali statistiche sui risultati della legge 40 e su quelli della legge 194 sull’aborto ci aiutano a riconoscere queste leggi e a non dimenticare gli effetti nefasti che esse hanno sulla società intera, oltre che sulle vittime sempre più numerose.
Il commento alle Relazioni ministeriali rischia di diventare un esercizio specialistico, se dimentichiamo questo orizzonte e, soprattutto se nascondiamo a noi stessi il fatto storico che il disastro fotografato ogni anno è il frutto di una legge fortemente voluta e difesa proprio da quel mondo che, pure, dovrebbe – e vorrebbe ancora – affermare la verità intera sull’uomo e difendere la vita di ogni uomo, fin dal concepimento.
Ancora una volta, come ogni anno, le “leggi imperfette”, fatte di affermazioni di principio cui seguono norme che le smentiscono in radice, le leggi approvate per perseguire un “male minore” mostrano il loro vero volto.
E allora, guardiamo in faccia i dati che il Ministro della Salute ci consegna.
Limitandoci alle tecniche di secondo livello (FIVET e ICSI), cioè alle tecniche “in vitro”, ricordiamo questo numero: 154.404. Si tratta degli ovociti prelevati dal corpo della donna, messi in vitro, sottoposti a fecondazione ed effettivamente fecondati.
I bambini nati nello stesso anno (si tratta del 2011) da queste tecniche sono circa 8.700.
Sì: su oltre 154.000 esseri concepiti, solo 8.700 sono nati. Gli altri, o sono morti nelle varie fasi (già in provetta, subito dopo il trasferimento nel corpo della donna, durante la gravidanza per aborto spontaneo o provocato, per morte intrauterina) oppure sono stati congelati. Quanti sono?
Non basterebbe questa cifra immensa per capire che non è certo questa legge ad insegnare al popolo che il concepito è soggetto di diritti, perché uno di noi?
Ma nella Relazione c’è molto altro: c’è l’aumento inarrestabile del numero di coppie che ricorrono alle tecniche di fecondazione artificiale – ormai tecniche “buone”, con il sigillo dello Stato; c’è l’aumento altrettanto inarrestabile dell’età delle coppie che vi ricorrono, cosicché in una su quattro la donna ha 40 anni o più; vi è lo scandalo delle donne con più di 43 anni che si sottopongono alle tecniche (4.846 cicli iniziati), nonostante il 18% delle volte al bombardamento ormonale non segua nemmeno il prelievo degli ovociti, solo in 7 casi su 100 ha inizio una gravidanza, che nel 55% dei casi si interrompe con la morte del bambino (99 parti, quindi poco più di 100 bambini nati): la legge non riesce a fermare nemmeno questo (come non riuscirà a fermare l’applicazione delle tecniche sulle coppie omosessuali, basta attendere …); vi sono i bambini sopravvissuti alla terribile selezione e che vengono abortiti volontariamente, evidentemente perché “imperfetti”; vi sono le percentuali altissime di bambini malformati, nati prematuramente o sottopeso.
Ancora: vi è la constatazione del Ministro che la maggior parte della spesa per l’applicazione di queste tecniche proviene dallo Stato, cioè dalle nostre tasche.
Davvero non occorre approfondire ancora: se il “far west della provetta” è ormai lontano, è perché al suo posto si è insediata una regolamentazione che tutto permette, (quasi) tutto finanzia con i soldi pubblici, (quasi) niente vieta; una legge che, pur proclamando che il concepito è soggetto di diritto, permette – anzi: la istiga! – la sua produzione innaturale, ingiusta rispetto alla sua dignità di essere umano, e inevitabilmente facilita la morte di un numero sempre maggiore di nostri fratelli, sacrificati all’interesse degli adulti.
Non dimentichiamoci della vicenda della legge 40! Sarà utile quando dovremo combattere contro altre aggressioni alla vita e alla dignità dell’uomo!

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