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Risposta a Carlo Casini presidente del Movimento per la Vita italiano

Comunicato Stampa N. 56

A nome del Movimento per la Vita italiano, sento il dovere di chiarire che l´Associazione Verità e Vita con sede in Casale Monferrato, presieduta dal Prof. Mario Palmaro, non ha niente a che vedere con il Movimento per la Vita italiano. La precisazione si rende necessaria per evitare confusioni e strumentalizzazioni rese possibili dalla somiglianza del nome e dalla identità dello scopo di difendere il diritto alla vita dal concepimento alla morte naturale. Il comune obbiettivo non può oscurare la diversità dello stile comunicativo e della valutazione sugli strumenti utilizzati per intervenire nella società civile e nella legislazione. Verità e Vita aveva già dissentito dalla linea seguita dal Movimento per la Vita in merito alla legge sulla procreazione artificiale umana, ed ha assunto ora riguardo agli interventi della Chiesa italiana sulle questioni di fine vita un atteggiamento, di pubblico dissenso, che il Movimento per la Vita italiano non condivide.
Carlo Casini, presidente Movimento per la Vita italiano

Abbiamo letto attentamente la comunicazione della Presidenza Nazionale del Movimento per la vita Italiano che ci riguarda, e siamo orgogliosi dell’apprezzamento; questo ci dà oltretutto l’occasione di ripresentarci:
Il Comitato Verità e Vita è una Associazione aconfessionale e apartitica.
Ha iniziato la sua attività il 28 febbraio 2004 – a seguito dell’approvazione della legge 40/2004 sulla fecondazione extracorporea – con la presentazione del Manifesto-Appello “Una legge gravemente ingiusta: la verità sulla fecondazione artificiale ‘in vitro’”.
Lo scopo dell’associazione è quello di affermare in ogni circostanza tutta la verità sull’uomo e sulla sua dignità, al di là di ogni tentazione compromissoria. Vogliamo proclamare sempre e comunque la verità tutta intera sull’uomo, senza cercare a tutti i costi punti di incontro ‘politicamente corretti’ finalizzati alla “riduzione del danno” e al “male minore”. In questo dissentiamo non solo dal Movimento per la Vita, ma anche dall’Associazione Scienza e Vita (attenzione alla somiglianza del nome, che genera non poche confusioni!)
Ci sembra culturalmente fondamentale conoscere i motivi per cui una legge è ingiusta – come, afferma lo stesso Osservatore Romano per la l.40 – per poterne limitare i danni e promuoverne il superamento. A questo proposito, rimandiamo al testo “Legge 40 sulla fecondazione artificiale: la produzione dell’uomo”, Gribaudi, 2004, che riporta anche il tragico panorama di vittime dei primi anni di vigenza. La provetta uccide. Tacerlo è censura e connivenza.
Per quanto riguarda lo stile, ognuno fa le sue scelte. Noi siamo molto sensibili alla necessità – sottolineata da una non secondaria personalità ecclesiastica (Sua Eminenza il Cardinale Bertone) – di “superare il pragmatismo, oggi largamente diffuso, che giustifica sistematicamente il compromesso su valori umani essenziali, quale inevitabile accettazione di un presunto male minore”. Che talvolta vien chiamato ‘maggior bene possibile’.
La censura pubblica delle verità scomode è uno “stile comunicativo” (contraddittorio proprio perché non comunica) che non ci appartiene.
A tale proposito, non ci è del tutto chiaro se è per il loro contenuto, che il Movimento per la Vita italiano non condivide il dissenso di Verità e Vita riguardo agli interventi dei vertici della Conferenza episcopale italiana sulle questioni di fine vita, oppure perché manifestato pubblicamente; nel qual caso possiamo comprendere la difficoltà di una analoga linea per il Movimento per la vita Italiano, necessariamente ‘inquadrato’ – a differenza di Verità e Vita – nella disciplina ecclesiale dell’associazionismo cattolico.
Ci sembra comunque utile un’osservazione. Il Presidente della CEI, nella sua prolusione al Consiglio permanente, aveva indicato al Parlamento una “legge sul fine vita” che riconoscesse “valore legale a dichiarazioni inequivocabili, rese in forma certa ed esplicita”, che non potevano che identificarsi nelle dichiarazioni anticipate. Tale dichiarazione, che aveva suscitato perfino in ambienti cattolici (vedi soprattutto Scienza e Vita) sconcerto e ruvide prese di distanza, non è poi stata fatta propria nel comunicato finale dei lavori della CEI
Verità e Vita, che secondo il proprio stile, ha dissentito pubblicamente spiegando il perché (Cfr. il comunicato stampa n.54 sul sito www.comitatoveritaevita.it), condivide le conclusioni negative su leggi di fine vita apparse anche su Sì alla Vita e, con firme pro-life, anche sulla rivista della Università cattolica Medicina e Morale.
Un saluto cordiale, nella prospettiva di un dialogo che auspichiamo.

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