Una marcia per la Vita e per la Verità

Comunicato Stampa N. 141

Mancano pochi giorni alla Marcia per la Vita 2013: a Roma, l’11 e il 12 maggio si troveranno tutti coloro che vogliono affermare la sacralità della vita umana e perciò la sua assoluta intangibilità dal concepimento alla morte naturale, senza alcuna eccezione, alcuna condizione, alcun compromesso e che vogliono combattere contro qualsiasi atto volto a sopprimere la vita umana innocente o ledere la sua dignità incondizionata e inalienabile.

La legge 194 del 1978 che ha legalizzato l’aborto ha permesso la soppressione di milioni di bambini in questi 35 anni e mostra ogni anno di più la sua assoluta ingiustizia e malvagità: l’aborto legale ha narcotizzato le nostre coscienze, impedendoci di vedere il massacro che si compie ogni giorno nei nostri ospedali e spingendoci ad accettare l’uccisione dei bambini “imperfetti” come una soluzione “buona e giusta”, in una eugenetica diffusa che non tarda a manifestarsi anche nei confronti dei neonati, dei disabili e degli anziani.

Il bambino ucciso viene nascosto dalle parole, la sua dignità umana è esplicitamente negata, così trasformando la sua uccisione in un generico “problema morale” che affligge gli esaltati e i fanatici religiosi. Allo stesso modo, la diffusione della pratica della fecondazione artificiale, legalizzata dalla legge 40 del 2004, porta ad una negazione antiscientifica della dignità dell’embrione umano, che, così, può essere costruito in serie, soppresso in numeri enormi, manipolato e utilizzato come materiale da laboratorio. E ancora, parole false cercano insistentemente di nascondere la vera natura dell’eutanasia, quella di soppressione di un essere umano disabile o anziano o malato, così da legalizzarla con gli strumenti del testamento biologico e del rifiuto delle terapie salvavita per bambini e disabili.

Vi sono quindi tanti motivi per marciare insieme! La nostra coscienza ci impedisce di chiudere gli occhi e il cuore e di fare finta di niente! Quella coscienza che i nemici della vita non sopportano, tanto da volere impedire ai sanitari – medici, infermieri, farmacisti – di rispondere all’imperativo di “non uccidere”, che è iscritto nel cuore di ogni uomo ed è fondamento della nostra società.

Il successo delle Marce per la Vita in tutto il mondo e in Italia dimostra che la battaglia per la verità e per la vita non è terminata e può essere vinta: il discorso del Presidente degli Stati Uniti a Planned Parenthood non è forse indice del timore di una sconfitta che, fino a pochi anni orsono, era impensabile?

Il Comitato Verità e Vita dà a tutti appuntamento a Roma!

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