Sorpresa: la legge 194 non elimina gli aborti clandestini

2013-05-25

L’inchiesta di Repubblica prende atto di un dato: la legge 194
’78 che ha permesso l’uccisione legale di quasi sei milioni di
bambini in 35 anni non è servita nemmeno a cancellare
l’aborto clandestino nel nostro Paese.

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L’inchiesta di Repubblica sul numero effettivo degli aborti
clandestini in Italia prende atto di un dato: la legge 194
del 1978 che ha legalizzato l’aborto e che ha permesso l’uccisione
legale di quasi sei milioni di bambini in questi 35 anni non
è servita nemmeno a cancellare l’aborto clandestino nel
nostro Paese. 




Repubblica rivela un dato che – a leggere le statistiche
ministeriali – già emergeva con chiarezza: il Ministero si
rifaceva ad una fumosa statistica che quantificava in 15.000 -
20.000 gli aborti clandestini delle donne italiane; tenuto conto
dell’aumentato numero degli aborti legali effettuati dalle donne
straniere e rilevando che i procedimenti penali per aborto
clandestino riguardavano soprattutto cittadini stranieri, non
è affatto difficile giungere alla cifra di 50.000 aborti
clandestini l’anno
 che il quotidiano indica. Forse sono
ancora di più.



E così, proviamo ancora una volta a rifare la triste
“contabilità” dei bambini uccisi: se le statistiche
effettive (e non propagandistiche) indicavano gli aborti
clandestini in non più di 80.000 – 100.000 all’anno prima
dell’entrata in vigore della legge 194, ora i bambini
uccisi sono molti di più
:

– almeno 105.000 aborti legali

– almeno 50.000 aborti clandestini

– decine di migliaia di embrioni uccisi dalla contraccezione
abortiva

– decine di migliaia di embrioni uccisi dalla fecondazione
artificiale.



Davvero un bel risultato …



Naturalmente Repubblica ha un colpevole: e sono i medici
obiettori di coscienza.
 Peccato che non sia affatto
dimostrato che gli aborti clandestini siano aumentati con l’aumento
dei medici obiettori e, soprattutto, che gli esempi indicati
dall’articolo non dimostrino affatto quanto si lascia
intendere.

Vediamoli, allora, questi esempi:

– “In intere regioni l’aborto legale è stato cancellato”: Al
contrario (tabella 1 allegata alla Relazione del Ministro della
Salute), gli aborti legali sono stati eseguiti in tutte le Regioni
italiane

– si citano ambulatori per aborti clandestini gestiti dalla mafia
cinese: è colpa degli obiettori o è vero che la
preferenza delle donne cinesi immigrate per l’aborto clandestino
eseguito da connazionali (così come dei cittadini cinesi per
il ricorso alla medicina tradizionale) è un fatto da sempre
esistente? Le statistiche del Ministero della Giustizia sui
procedimenti penali per aborto clandestino dimostrano che, da
sempre, i cittadini stranieri extracomunitari sono coinvolti in
misura nettamente superiore alla percentuale di incidenza sulla
popolazione complessiva: il 40% nel 2003, il 48% nel 2006 …
D’altro canto, se l’aborto legale delle donne straniere è
giunto alla percentuale del 34%, non pare davvero che vi siano
particolari difficoltà per accedere al servizio;

– “Donne che migrano da una regione all’altra …”: nel 2010
(ultime statistiche disponibili), quasi il 90% degli aborti sono
stati eseguiti su donne residenti nella stessa Regione; erano il
92% nel 1997, il 90,4% nel 2001, l’89,7% nel 2004 … non sembrano
cambiamenti così radicali …

– Si parla di Alem, minorenne, che ha abortito da sola
perché non voleva che i genitori lo sapessero e
perché in ospedale non l’hanno voluta perché
minorenne: c’entrano qualcosa gli obiettori? L’ospedale – senza
l’autorizzazione del Giudice tutelare – evidentemente non poteva
effettuare un aborto …

– Si parla di un’altra ragazzina che ha abortito da sola
perché “è troppo povera per avere un altro figlio”:
visto che, poco dopo, non si perde occasione per parlare male dei
volontari dei Centri di Aiuto alla Vita, ci si può chiedere
se non sarebbe stato meglio per quella ragazzina incontrare
qualcuno che l’avrebbe aiutata, anche dal punto di vista economico
… in ogni caso, cosa c’entrano gli obiettori?

– si parla della nota triste vicenda del ginecologo che aveva
convinto una donna che voleva abortire a partorire e a vendere il
bambino … era un obiettore di coscienza?

– Silvana Agatone, presidente della Laiga – l’associazione che
chiede, per i medici non obbiettori, aumenti di stipendio e giorni
di ferie in più – ricorda il caso di una donna nigeriana
giunta in ospedale in condizioni gravissime: il ricorso all’aborto
clandestino delle donne nigeriane è altissimo da tempo,
tanto che il Ministro della Giustizia indicava quella
nazionalità separatamente dalle altre: nel 2006 il 17,5% del
totale dei procedimenti per aborti clandestini riguardavano
cittadini nigeriani … c’entrano gli obiettori di coscienza?

– si parla, poi, della donna pugliese che vive a Matera e che si
è rivolta ad una ginecologa privata perché nella sua
provincia il servizio IVG non era più garantito. La
Relazione del Ministro della salute parla esplicitamente della
Basilicata, osservando che “L’esempio della Basilicata è
paradigmatico: presenta un

flusso in entrata pari al 12.6% ma ha anche un consistente flusso
in uscita (318 IVG), prevalentemente verso la Puglia”; quindi in
Basilicata gli aborti si fanno, tanto che vengono ad abortire donne
da altre regioni; forse a Matera non si fanno, ma certamente a
Matera ci sono Consultori che danno tutte le indicazioni … Visto
che l’aborto poteva essere programmato, era davvero essenziale
farlo a Matera?



Ma tutto serve … serve a calunniare i medici che,
silenziosamente, affermano il loro diritto a curare, e non a
uccidere; serve a instillare l’idea secondo cui questo diritto
dovrebbe essere limitato e che, insomma, questi medici pensano
troppo, cosa è questa storia della coscienza!




Giacomo Rocchi



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