Progetto NASKO E Bonus Statale per le Mamme

Progetto NASKO E Bonus Statale per le Mamme

Comunicato stampa 159

Nessun bambino venga ucciso per le difficoltà economiche della madre!
I bambini e la famiglia sono la speranza dell’Italia!

A distanza di pochi giorni, due notizie positive si sono succedute in Italia: la previsione nella Legge di Stabilità di un “bonus” di 80 euro mensili per tre anni per ogni bambino nato a partire dal 2015 e la conferma da parte della Regione Lombardia dei progetti “Nasko” e “Cresco”, che aiutano le donne che, per motivi economici, sono intenzionate ad abortire a fronteggiare le difficoltà e, una volta nato il bambino, le sostengono anche nelle spese per la sua alimentazione.

Il Fondo Nasko costituisce una risposta concreta da parte dell’istituzione pubblica all’obbligo previsto anche dalla legge 194 del 1978: aiutare la donna incinta a rimuovere almeno una delle cause che talvolta potrebbero portarla all’aborto volontario, senza lasciarla sola.
Siamo consapevoli che il problema economico non è né il primo né l’unico motivo addotto per l’aborto; ma è certo che nessuna donna – in una società ricca e benestante come la nostra – può essere spinta ad abortire per le sue difficoltà economiche!
In Lombardia, quasi 5.000 donne dal 2010 al 2013 hanno avuto accesso al Fondo, che prevede che la donna sia aiutata finanziariamente già durante la gravidanza e nel primo anno di vita del bambino e sia accompagnata e sostenuta nel carico di cura. 5.000 bambini aiutati a nascere con un modesto stanziamento pubblico e 5.000 mamme non lasciate sole!
Il Comitato Verità e Vita saluta con soddisfazione la decisione della Giunta lombarda, riconoscendo nel progetto quell’ispirazione che fece nascere il Progetto Gemma di Adozione Prenatale a distanza, i cui ideatori fanno parte del Comitato. “Adotta una mamma! Aiuti il suo bambino” è lo slogan che dal 1994 ha consentito e consente a molte donne una scelta per la vita e a molte comunità, famiglie o persone singole la gioia di avere contribuito alla nascita di un bambino. Come il Progetto Gemma, anche i Fondi Nasko e Cresco non si limitano all’aiuto economico mediante l’erogazione di una somma di denaro, ma fanno leva sull’opera del volontariato prolife per un’accoglienza integrale della mamma e del bambino, con una esemplare collaborazione tra pubblico e privato e una corretta attuazione del principio di sussidiarietà.

Sorge una domanda: perché soltanto la Regione Lombardia ha previsto questo aiuto concreto? Le donne che abortiscono nelle altre Regioni non lo fanno mai per problemi economici? In che modo le donne vengono aiutate a non abortire?
Come è possibile che, in questo periodo di spending review, molte Regioni, che si lamentano di essere costrette a eliminare o ridurre servizi sanitari essenziali per i cittadini,  destinino una parte importante delle loro scarne risorse a interventi di fecondazione in vitro, anche eterologa, dal costo elevatissimo e con una ridottissima possibilità di successo, che non hanno nulla di essenziale e non sono nemmeno terapie, limitandosi a pretendere (nemmeno sempre) il pagamento di un ticket?
La scarsità di risorse fa emergere le priorità e permette di giudicare se i governanti svolgono una buona politica e se le loro scelte sono almeno dettate dal buon senso: evidentemente molti di loro ritengono più importante finanziare il desiderio delle coppie di produrre un figlio “proprio” o sostenere i costi dell’uccisione legale dei bambini non ancora nati piuttosto che aiutare le mamme povere – tantissime straniere – ad accogliere e a mantenere il loro bambino!

Il “bonus” di 80 euro mensili per ogni bambino per tre anni previsto dalla Legge di Stabilità 2015 mira esplicitamente ad incentivare la natalità.
Per la prima volta un Governo prende atto di una realtà che molti hanno nascosto, continuando a strillare contro i rischi della sovrappopolazione: una società che non fa figli e non accoglie i bambini che nascono è una società che invecchia e muore.
I bambini, i ragazzi, i giovani danno energia, speranza, vitalità alla comunità!

Riuscirà il Governo a “tenere duro” contro i tanti Sartori, che continuano a ripetere la solita nenia – “Siamo troppi!” – con gli occhi chiusi per non vedere la realtà diversa da quella che essi predicano? O contro coloro che arricciano il naso per il denaro contante dato alle famiglie numerose, sostenendo che si dovrebbe fare “altro”? O ai pauperisti di turno, per i quali nemmeno un euro va dato ai genitori ricchi?
Il Governo mostri coraggio e amore per il bene comune! Non si pieghi al conformismo e alle pressioni delle lobbies mondiali che da decenni combattono contro la famiglia e la vita!

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