Perche’ Il Comitato Verita’ E Vita non sosterrà i quesiti referendari proposti dal Comitato “No 194”

Comunicato Stampa N. 137

 Il Consiglio Direttivo del Comitato Verità e Vita, dopo una accurata riflessione e uno scambio di opinioni con l’avv. Pietro Guerini, ha deciso di non sostenere i quesiti referendari promossi dal Comitato No194 di cui l’avv. Guerini è portavoce.
La decisione segue alla pubblicazione sul sito del Comitato No194 del testo di due quesiti referendari, con contestuale invito alle realtà prolife ad una presa di posizione pubblica.
 
Il Comitato Verità e Vita ha espresso e continua ad esprimere simpatia ed apprezzamento per l’opera del Comitato No194, che sta svolgendo un’importante opera culturale di denuncia della radicale ingiustizia della legge 194 del 1978 che legalizza l’aborto volontario, e che ha indicato uno strumento – quello del referendum abrogativo – efficace e, in qualche modo, realistico, attesa la assoluta chiusura del Parlamento e della Corte Costituzionale rispetto al diritto alla vita dei bambini innocenti non ancora nati, il cui massacro legalizzato continua da 35 anni; detta opera ha prodotto una mobilitazione di molte persone.
 
Tuttavia – con vero rammarico e senza alcuna intenzione polemica – il mancato sostegno ai referendum formulati dal Comitato No194 appare al Comitato Verità & Vita inevitabile.
In assoluta sintesi, il Comitato ritiene che nessun referendum parziale – che, cioè, lasci uno spazio alla affermazione legislativa della liceità dell’aborto volontario – possa essere sostenuto: sui diritti non negoziabili qualunque posizione di compromesso non produce alcun reale effetto e, per di più, cristallizza nell’ordinamento e nel sentire comune la bontà della loro soppressione. La vicenda della legge 40 sulla fecondazione artificiale è una dimostrazione eloquente di ciò.
L’aborto volontario non può mai essere autorizzato, per nessun motivo e deve essere sanzionato penalmente, sia pure differenziando le pene nei confronti della donna e degli altri soggetti coinvolti.
 
Purtroppo il quesito più ampio formulato dal Comitato No194 intende mantenere ferma la norma che autorizza esplicitamente l’uccisione del bambino nel caso che la gravidanza comporti un grave pericolo per la vita della donna: ipotesi inutile dal punto di vista giuridico, in quanto coperta dalla norma generale dello stato di necessità. E ipotesi antiscientifica, perché l’aborto volontario non salva mai la vita della donna incinta, e che sancisce, appunto, la liceità di quel gesto cruento che sopprime la vita di un essere umano felicemente in crescita nel grembo materno.
L’analisi dettagliata delle questioni affrontate è esposta nel documento allegato (Sul referendum no 194), di cui si invita alla lettura.
 
Il Comitato Verità e Vita, tuttavia, ribadisce fin da ora la propria disponibilità a sostenere pubblicamente ed attivamente un referendum “totale”, nel caso esso venisse formulato accogliendo i suggerimenti esposti.

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