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Norlevo – parte 1 – Introduzione


Norlevo – parte 1 – Introduzione

Pillola del giorno dopo

Tra le comuni richieste di cachet per il mal di testa, di sciroppi sedativi per la tosse, digestivi, sintomatici per il raffreddore, per un farmacista è diventata ormai ricorrente pure questa.

A fronte di tale domanda generalmente si invita la cliente a procurarsi una prescrizione medica.

A ricetta ottenuta il farmacista è obbligato a ritirare e a conservare tale documento per cinque mesi una volta consegnato il prodotto.

Per deformazione personale ogni tanto capita al farmacista di soffermare l’attenzione sugli innumerevoli fogli di dimissione, in questo caso ciò su che il ginecologo di turno è solito riportare in fondo alla prescrizione:

“OGGETTO: intercezione d’emergenza”, e successivamente

“La paziente viene informata:

-della non certa efficacia del farmaco
-degli effetti collaterali del farmaco (nausea, vomito, dolori addominali, irregolarità mestruali per un paio di mesi)
-dell’eventuale effetto teratogeno sul prodotto del concepimento
-in caso di ritardo mestruale eseguire test di gravidanza”

Inevitabile dunque porsi alcune domande su questo prodotto:

E’ veramente un farmaco?

In che cosa consiste questa pillola, è veramente un contraccettivo?

Quindi, cosa contiene e come agisce e cosa può provocare?

E’ lecito usarla?

Perché è riportata nel prontuario delle specialità medicinali?

Domande importanti sulle quali purtroppo, vista l’urgenza dell’assunzione, il pubblico delle giovani utenti non è solito riflettere.

Complice in questo caso la diffusione dilagante dei contraccettivi nel mondo giovanile e la banalizzazione indotta dall’utilizzo del termine “pillola”, mirato ad addolcire l’uso di questo e altri simili prodotti.