non c’e’ alcuno spazio per una “via italiana” o per un “istituto giuridico originario” chi vuole difendere la famiglia fondata sul matrimonio ed il suo ruolo fondamentale per la SOCIETÀ’ e per lo stato dica “no” ad ogni compromesso

non c’e’ alcuno spazio per una “via italiana” o per un “istituto giuridico originario” chi vuole difendere la famiglia fondata sul matrimonio ed il suo ruolo fondamentale per la SOCIETÀ’ e per lo stato dica “no” ad ogni compromesso

Comunicato Stampa n. 167

NON C’E’ ALCUNO SPAZIO PER UNA “VIA ITALIANA” O PER UN “ISTITUTO GIURIDICO ORIGINARIO” CHI VUOLE DIFENDERE LA FAMIGLIA FONDATA SUL MATRIMONIO ED IL SUO RUOLO FONDAMENTALE PER LA SOCIETÀ’ E PER LO STATO DICA “NO” AD OGNI COMPROMESSO PER “FERMARE E IMPEDIRE DERIVE”

Si dice che “la storia è maestra di vita”, ma a quanto sembra ciò non è sempre e per tutti vero! Quando questo insegnamento viene sottovalutato o completamente dimenticato da chi ha responsabilità formative, informative e culturali c’è molto da preoccuparsi.
La tristissima vicenda – da noi esplicitamente richiamata nei C.S. n. 163-164-165 – che ha portato all’approvazione della legge 40/2004, i cui nefasti effetti sono stati proposti alla meditazione ed alla riflessione di tutti dal commento dell’AIGOC alla relazione annuale al Parlamento del Ministro della Salute e che ancora oggi continuano ad essere sottovalutati (leggi pag. 17 di Avvenire di giovedì 16 dove si arriva persino a scrivere che nelle nuove linee guida “altro aspetto sostanziale è la previsione di massima tutela possibile per l’embrione e le sue condizioni di benessere) ci insegna che per combattere il far west procreatico con motivazioni simili alle odierne (realismo: la fecondazione in vitro esiste e tocca mettere dei paletti !) di fatto si è aperta un’autostrada alla fecondazione in vitro omologa ed eterologa anche per le coppie non sterili ed alla possibilità di diagnosi genetica preimpianto inserita nei LEA, cioè a carico dei contribuenti (proprio perché non è stato messo nella legge l’unico vero paletto necessario, cioè che la fecondazione in vitro non è terapia della sterilità e non rientra tra le prestazioni del SSN).
Analogamente se si crea un “istituto giuridico originario”, che tratta delle unioni di persone dello stesso sesso, riconoscendo dei diritti che finora spettano esclusivamente ai membri di una famiglia regolarmente sposata (es. pensione di reversibilità: al coniuge, ai figli, ai nipoti minori ed in mancanza del coniuge, dei figli e dei nipoti ai genitori del defunto, ed infine in mancanza ancora del coniuge, dei figli, dei nipoti e dei genitori, ai fratelli o alle sorelle del congiunto scomparso, sempre che ricorrano talune circostanze).
Chi è in Italia tanto ingenuo da pensare che le lobby che stanno promuovendo e diffondendo il matrimonio omosessuale nel mondo si siano mosse prevalentemente per assicurare un futuro patrimoniale sicuro al partner superstite e non cerchino invece di soddisfarne tutti i loro desideri come già fanno in alcune nazioni schiavizzando donne povere e trasformandole in pure fattrici dei loro figli?
Come si può pensare che i giudici italiani tanto creativi non riconosceranno a queste stesse persone altre facoltà e diritti che sono propri della famiglia fondata sul matrimonio di un uomo e di una donna?
L’Italia non è obbligata ad adeguarsi alle altre legislazioni europee o a modificare di fatto ciò che la Costituzione chiaramente stabilisce, ma forse è chiamata ad essere la lanterna, che mantiene vivo nel mondo il significato profondo della sessualità umana, dell’amore coniugale, della famiglia fondata sul matrimonio di un uomo e una donna, cellula fondamentale di ogni società e di ogni stato, primo luogo di vera solidarietà intergenerazionale e di accoglienza e cura della vita umana ed insostituibile scuola di umanizzazione e di socializzazione.
Per questo ancora una volta ad alta voce rinnoviamo l’appello a tutti i Senatori e Deputati di respingere il ddl Cirinnà ed il ddl Scalfarotto e di sostenere le famiglie italiane perché possano sempre più offrire il loro insostituibile contributo per la crescita della nostra Italia, chiedendo di votare NO anche ad un eventuale voto di fiducia posto dal Governo.
E’ meglio far cadere un Governo che contribuire con il proprio voto o con la propria non partecipazione al voto alla distruzione della famiglia!

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