Emma Presidente? NO, GRAZIE

Comunicato Stampa N. 140

E’ vero che al peggio non c’è fine, ma con Emma Bonino al Quirinale potremmo davvero dire di aver toccato il fondo.
L’elezione della signora alla presidenza della repubblica sarebbe infatti il coronamento, il suggello ad un quarantennio di politica radicale, che, a partire dal divorzio e l’aborto, passando per la liberalizzazione delle droghe, la normalizzazione dell’omosessualità, il pressing per la diffusione della cultura del gender, fino alla lotta per il suicidio assistito e l’eutanasia, ha destrutturato non solo la cultura e la società della nostra nazione, ma la stessa antropologia, facendo carta straccia dei principi non negoziabili.
Richiamano alla mente i radicali, pur con le loro scarse schiere politiche e le loro percentuali spesso vicine allo zero virgola, il ritorno dei barbari della Ballata del cavallo bianco di Chesterton, sognati da Re Alfred, quei barbari che non con le spade e gli archi di Guthrum portano morte e distruzione, ma con carta e penna, che portano rovina e buio, che negano l’esistenza del peccato, e che possiamo riconoscere da questa rovina silenziosa […] dall’onta scesa su Dio e sull’uomo; dalla morte e dalla vita rese un nulla.
Emma Bonino non si è negata nulla in questo impegno pluridecennale di spegnere la cultura della vita, in nome degli unici dei che riconosce, l’autodeterminazione, l’individualismo, il nichilismo.
Si è guadagnata il primo seggio in parlamento nel ’76, sulla notorietà raggiunta con un primissimo impegno nel referendum sul divorzio nel ’74 e con l’autodenuncia per le migliaia di aborti clandestini eseguiti a Firenze, sotto la sigla del C.I.S.A.
Nessun bisogno di commento per la foto che la ritrae mentre con una pompa da bicicletta uccide il figlio nel grembo di una donna. Ancora peggio le parole con cui lei stessa commenta l’artigianalità della strumentazione e, in riferimento al contenitore in cui venivano aspirati i poveri resti, un barattolo di marmellata, aggiunge che era un buon motivo per farsi quattro risate con le donne che lì abortivano. Chissà se quelle donne hanno continuato a ridere, dopo l’aborto.
Questa è la persona che dovrebbe essere la garante della nostra costituzione ed esprimere l’unità della nazione. Attorno a che cosa?
Il tragico è che, a fronte della potente macchina della propaganda che in questi giorni si è messa in moto a favore di Emma for president, i media cattolici tacciano esitanti, quando non siano apertamente simpatizzanti per questa signora, fino ad averla già designata, per il passato, come ha fatto senza vergogna un sedicente settimanale cristiano, ad alte cariche quali la presidenza del governo o a candidarla a prestigiosi premi internazionali.

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