Contro la legalizzazione dell’eutanasia: nessun compromesso Salviamo gli anziani in stato di demenza ed i soggetti incapaci o privi di coscienza dalla morte per privazione delle terapie e dei mezzi di sostegno necessari per mancanza di consenso!

Contro la legalizzazione dell’eutanasia: nessun compromesso Salviamo gli anziani in stato di demenza ed i soggetti incapaci o privi di coscienza dalla morte per privazione delle terapie e dei mezzi di sostegno necessari per mancanza di consenso!

2017-03-2

Comunicato Stampa 187

Nel progetto tutto concorre alla loro soppressione.
La norma sugli incapaci (art. 2) permetterà ai tutori degli interdetti o agli amministratori di sostegno di negare il consenso a nuove terapie per gli assistiti: ma il progetto di legge considera terapia anche la nutrizione e l’idratazione artificiale, cosicché, come avvenne per Eluana, i tutori potranno determinare la morte per fame e per sete dei loro assistiti.
 
Le Disposizioni Anticipate di Trattamento, poi, servono proprio ad ottenere questo risultato.
Diciamo tutta la verità: le DAT sono una trappola ed un inganno per coloro che – credendo di tutelare la propria dignità in un futuro stato di malattia e d’incoscienza – senza rendersi conto delle effettive condizioni in cui potrebbero trovarsi, daranno il via libera alla propria uccisione per mancanza di terapie.
In tutto il mondo l’esperienza del testamento biologico dimostra che i firmatari spesso non sono in grado di capire le questioni mediche oggetto del documento, che i fiduciari non prendono decisioni conformi alla effettiva volontà dei dichiaranti e che i pazienti che lo hanno firmato vengono discriminati dai medici e abbandonati al loro destino.
Il progetto di legge non si cura in alcun modo della effettiva comprensione da parte di chi firmerà una DAT delle tematiche oggetto del documento; non si preoccupa nemmeno della effettiva libertà psicologica e morale del dichiarante, cosicché sono prevedibili pressioni da parte di strutture, medici e familiari sulle persone anziane o malate perché sottoscrivano quel documento, magari quanto più generico possibile.
 
Il messaggio di fondo è chiaro
– e non è un caso che proprio in questi ultimi giorni i mass media con la tv di stato come capofila hanno fatto a gara per propinarcelo in tutte le salse facendo leva sull’emotività: una vita in stato di disabilità non è vera vita, non è degna di essere vissuta ed è opportuno, anzi necessario (per molti rischia di essere obbligatorio) che essa finisca quanto prima possibile, così da non gravare su familiari, ospedali, società, medici.
La beffa finale?  Se l’interessato chiederà di essere curato con tutti i mezzi disponibili, le sue saranno “preferenze in materia di trattamenti sanitari” che i medici potranno disattendere; se, invece, rifiuterà di essere curato, nutrito, idratato, assistito da respirazione artificiale, le DAT saranno vincolanti per il medico che avrà la garanzia espressa dell’impunità.
L’obbligo è solo per la morte, non per la vita!
Il copione già visto per far approvare altre leggi ingiuste, fondate sull’utilitarismo e l’individualismo esasperato, è già in onda e di fronte all’autodenuncia di un reato punibile con la detenzione da 5 a 10 anni ed all’espressa volontà di reiterare a breve il delitto viene lasciato tranquillamente in libertà il denunciante perché possa mettere in atto quanto affermato: perché?!?
            
Il carrozzone per introdurre in Italia la “dolce morte di stato gratuita” su mentite spoglie (consenso informato e dat) è già in piena attività: casi pietosi, obbligati ad andare all’estero ed a pagare più di diecimila euro, bombardamento mediatico con tanto di filmati interviste ed appelli e sul fatto che l’Italia non è un paese civile, autodenuncia con nessun provvedimento per evitare l’annunciata reiterazione del reato!
 Ci auguriamo che i Parlamentari, che ancora rispettano la dignità e la vita umana, non si lascino trascinare da questa ondata di morte ed abbiano il coraggio di affermare in Parlamento che la vita di ogni uomo è sempre e comunque intangibile e che nessuno può avanzare la pretesa che lo Stato diventi complice delle volontà suicide o – come accadrà il più delle volte se il ddl sarà approvato! – omicide di suoi cittadini, cui deve invece assicurare sempre le cure mediche per tutelare  il loro diritto alla salute e l’assistenza necessaria nei casi di grande invalidità.
 
   Contro questa proposta di legge – lo ripetiamo con ferma convinzione – occorre una presa di posizione salda, basata sulla verità del suo contenuto totalmente inaccettabile e che deve condurre i Parlamentari rispettosi della vita e della Costituzione ad una opposizione decisa, senza la ricerca di alcun compromesso.

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