Con il criterio del male minore non riusciamo a difendere la vita

Con il criterio del male minore non riusciamo a difendere la vita

Il contenuto dell’inserto E’ Vita di Avvenire del giorno 18/02/2010, confonde, devia, svilisce ed addolora.

Il contenuto dell’inserto E’ Vita di Avvenire del giorno 18/02/2010, confonde, devia, svilisce ed addolora .

Confonde perché c’è tutto ed il contrario di tutto; il tutto è dato dall’articolo di Scandroglio alla pag. 1 dell’inserto dal titolo:”L’Etica? Sta nel cuore non nella legge”, il contrario di tutto è per l’articolo del sacerdote Aramini alla pag. 2 dello stesso inserto dal titolo “Perché i cattolici possono difendere la legge 40”.

Devia perché non aiuta ad intraprendere scelte libere e responsabili nella direzione del bene, del vero, del bello.

Svilisce perché si colgono logiche relativistiche.

Addolora perché quando  si rema contro il magistero di Pio XII, di Paolo VI, di Giovanni Paolo II e di Benedetto XVI in materia di Bioetica, allora, embrioni miei cari, mi verrebbe da dire”per voi non c’è speranza”.

La difesa della vita, della donna e della famiglia proclamata al numero”1” degli articoli della Legge 194 e della Legge 40, risulta negata attraverso altri articoli delle stesse leggi per una serie di opportunità concesse dal legislatore . Parlare di parti buone di queste leggi non aiuta a coglierne l’”intrinsece malum “racchiuso nella ratio.

Per esempio la ratio della 194 è il concedere l’autodeterminazione alla donna (già madre perché incinta) che ha potere di morte sul prodotto del concepimento (già figlio anche se allo stadio embrionale ). Il fatto che gli aborti chirurgici siano diminuiti non è riconducibile al buon funzionamento della legge 194 ma è perché è aumentata la contraccezione chimica (vedere quante confezioni di pillole si vendono, al giorno, nelle Farmacie) portatrice di criptoaborti, è aumentata la intercezione e contragestazione per effetto di altre pillole (del giorno dopo, dei cinque giorni dopo, del mese dopo ), come pure l’aborto clandestino c’era e continua ad esserci ed in più nella rete della 194 cadono tutti quei feti la cui malformazione è dovuta all’utilizzo di tecniche di fecondazione extracorporea.

La ratio della legge 40 è comunque la produzione umana regolamentata da paletti, di fatto tutti sormontabili. Continuare ad affermare che la legge 40 abbia messo fine al “ far west della provetta “ inocula innanzitutto il potente veleno che vi possa essere allora una maniera buona di fare provetta e non rende giustizia alla dignità di ogni concepito, alle morti embrionali insite alla tecnica( mai variate negli anni) e all’amore coniugale ferito nel suo essere pienamente umano.

Basterebbe leggere i dati rilevabili dai circa 120 centri italiani dove si effettua la tecnica della fecondazione extracorporea da quando è in vigore la legge 40: di Centoquarantamila embrioni umani prodotti in un solo anno, vedono la luce solamente Seimila. Chi parla dei Centotrentaquattromila figli e fratelli nostri morti ( sempre in un solo anno ) perché prodotti? Azione che posso evitare.  Invitare al bene diventa impossibile nel costante clima di difesa della legge. Questi anni sono stati impegnati più a difendere una legge ingiusta che a condannare una tecnica di morte.

Costruiti ed idolatrati come tanti vitellini d’oro prodotti in batteria, la dignità di questi nostri piccoli é colpita e risulta appiattita dalla logica del male minore e della riduzione del danno, presentata sempre più abbellita.

La tecnica della fecondazione extracorporea non è accettata neanche nel campo della zootecnia, come per i cavalli lipizzani, proprio per l’elevato numero di morti embrionali;  risposta che mi fu data dalla guida della residenza estiva dei cavalli a Lipica in Slovenia nell’anno 2004.

Ma,…….”Signore, chi è l’uomo perché te ne curi?”.

Difendere la legge 40 significa non condannare una condotta umana che volge al male , la provetta è frutto di azione umana e non di evento naturale.

Il danno promosso da ciò che concede la legge 40 sia sul piano etico, sociologico, familiare, biologico, personale, culturale, (quello di permettere la produzione umana ), è sconfinato.

I contenuti di Humanae vitae, Familiaris consortio, Evangelium vitae, Famiglia e Procreazione umana, Caritas in veritate, Deus caritas est, Dignitas personae e tutti i discorsi che il Santo Padre sta rivolgendo instancabilmente, opportune et inopportune, a tutti ed a ciascuno, sono proclamazione di verità umana ancor prima che teologica perché il NON UCCIDERE riguarda tutti, credenti e non credenti.

Ascoltiamo ancora il Cristo in terra, successore di Pietro?

Il documento FIAMC a carattere mondiale a firma del dott. Rudolf  Hemann, redatto a 40 anni dell’Enciclica Humanae vitae, va letto TUTTO, anche nella parte inerente i sacrifici embrionali per tecniche di fecondazione extracorporea.

Opporsi alle leggi in esame non è perché esse siano o meno contro “la dottrina cattolica”, non è ragionevole circoscriverle all’ambito confessionale.  Esse risultano essere contro la LEGGE MORALE NATURALE : FARE IL BENE; EVITARE IL MALE.

Uccidere un innocente o destinarlo a morte certa con l’atto della produzione umana è un Male che é doveroso evitare.

Parlare sempre di”elementi positivi” della Legge 40, significa coltivare l’idea che il male consista in  una fecondazione extracorporea in assenza di regole.

L’azione( pedagogica) di una legge risulta essere contraria al diritto naturale che esige la difesa del debole. Con la logica del male minore non possiamo difendere la vita . Non dobbiamo inoltre confondere le sedi parlamentari con le testate giornalistiche. Tuttavia  fin da subito è stata  proposta la  legge nella versione omologa. C’è da dire che una proposta, anche se bocciata, di divieto di produzione umana avrebbe aiutato a formare le coscienze nella giusta direzione , con ragionevoli dubbi su significato e conseguenze,  per un sano discernimento.

La difesa reiterata, abbellita e menzognera della “fine del far west della provetta” non rende giustizia alla verità e non rende capaci di una “piena avvertenza” di ciò che avvilisce e distrugge: pena il bene comune, asservito sempre più a logiche di aggiustamento che allargano le maglie di una ingiustizia elevata a sistema.

La legge 40 permette la produzione di figli, di figli morti, di morti familiari, di morti sociali. La risultante banalizzazione della sessualità ( messa da parte per un figlio ad ogni costo) è l’altra faccia della medaglia della mentalità antiprocreativa perché passa questa volta in maniera più subdola, complicata e specializzata per una mentalità pro-creativa (PRODUTTIVA) che paradossalmente risulta essere al servizio della menzogna e della morte.

Quale è la nostra risposta d’amore al Suo “ Dammi da bere? “.

22/02/2010

Prima domenica di Quaresima
“Purifica e benedici la Tua chiesa”

…….  e comincia da me!

Adelaide Grimaldi
Biologa

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