Avvenire censura Verità e Vita

Comunicato Stampa N. 102

Il quotidiano cattolico Avvenire ha deciso di non pubblicare la lettera inviata dal Presidente del Comitato Verità e Vita al direttore Marco Tarquinio (http://www.comitatoveritaevita.it/pub/comunicati_read.php?read=293). Un autentico caso di censura. Ma serviva un pretesto, e come il lupo fece con l’agnello nella celebre favola di Esopo, anche Avvenire trova la sua brava scusa. Anzi, ne trova addirittura due : la prima è che Verità e Vita ha divulgato la lettera senza attendere che venisse pubblicata, salvo poi – scrive Avvenire – “ scusarsi verbalmente per la gaffe ”; la seconda è che Verità e Vita avrebbe “ sferrato un pubblico attacco contro Avvenire che sconcerta per argomenti e veemenza. Una volontà di non dialogare tristemente evidente ”.

Risposta al pretesto numero uno : Verità e Vita ha diffuso la lettera lunedì scorso, dopo averla inviata ad Avvenire venerdì, e non aver avuto alcun cenno di risposta. Il direttore del quotidiano ha poi telefonato al presidente di Verità e Vita lamentandosi per la diffusione anticipata della lettera, e minacciando che a questo punto forse non l’avrebbe pubblicata. Il presidente di Verità e Vita allora si è scusato per il disguido, auspicando che la lettera venisse ugualmente pubblicata. Risposta di Marco Tarquinio: vedremo.

Risposta al pretesto numero due : Verità e Vita ha diffuso un comunicato, il numero 101 (http://www.comitatoveritaevita.it/pub/comunicati_read.php?read=294), la cui veemenza può essere valutata liberamente da ogni lettore. Ci siamo limitati a segnalare un fatto: e cioè che Avvenire ha scelto da molto tempo di soffocare il dibattito interno al mondo pro-life , censurando sistematicamente Verità e Vita e tutti coloro che – con argomentazioni dettagliate – stanno sollevando dubbi e perplessità intorno alla legge sulle DAT in una prospettiva rigorosamente pro-life.

Come ci disse un autorevole redattore di Avvenire nel luglio del 2007, “ voi di Verità e Vita dite cose vere, ma non siete allineati con la nostra strategia, e quindi di voi non possiamo parlare ”. Gli effetti di questa linea sono paradossali: “ è vita ” di giovedì 31 marzo pubblica la lettera dell’Associazione Luca Coscioni, e non pubblica la lettera di Verità e Vita, accusandoci di “ attacchi senza senso ”. “ Attacchi ” che, ovviamente, i lettori di Avvenire non potranno mai leggere su quel giornale.

Ci spiace dover constatare questa grave situazione di intolleranza interna al mondo cattolico, che fra l’altro colpisce non un dissenso eterodosso e anti-dottrinale (sempre presente nella Chiesa, e certamente censurabile) ma un dissenso che invoca la più sana dottrina della Chiesa sull’eutanasia per mettere in guardia di fronte ad alcune pieghe nascoste della legge sulle DAT. Possibile che a nessuno venga in mente di discuterne pubblicamente, ascoltando tali ragioni? Possibile che questo sia il metodo che il mondo cattolico italiano vuole adottare di fronte a questo snodo epocale della bioetica? Stentiamo a credere che le cose stiano così. Per questo ci auguriamo che chi può, intervenga, ponendo fine a questo imbarazzante tentativo di nascondere i problemi gravi che la legge sulle DAT si porta dentro. “Parliamo chiaro e accettiamo il confronto a viso aperto nello spazio pubblico”. Lo scrive Avvenire nell’editoriale di prima pagina dello stesso numero in cui decide di non pubblicare la nostra lettera. Nella tragedia c’è sempre in po’ di spazio anche per la farsa.

Comitato Verità e Vita

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