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Autore: Comitato Verita e Vita

La Corte Costituzionale e i sedicenti “Paletti”: Follie già viste

COMUNICATO STAMPA 218
La motivazione depositata dalla Corte Costituzionale sulla sentenza nel caso Cappato – Antoniani conferma i peggiori timori di quanti, all’indomani della sciagurata ordinanza del settembre 2018, avevano denunciato una grave minaccia per la tutela giuridica del debole ed un violento attentato alla dignità della classe medica.

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Giovannino: non e’ stato il primo e, purtroppo, non sara’ l’ultimo

COMUNICATO STAMPA 217
Del “dettaglio” della modalità del concepimento di Giovannino non si è parlato più di tanto, evidentemente considerato insignificante sia dai media che dall’opinione pubblica.
E invece la questione principale sta proprio in quel “dettaglio”, e per due ragioni:
1) l’abbandono è frutto della stessa logica del “forte desiderio” : lo voglio, non  riuscito bene, lo scarto perché non è il prodotto che desideravo;
2) la malattia di Giovannino potrebbe essere proprio la conseguenza della tecnica con cui è stato concepito, non importa se omologa o eterologa…

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La Corte e il suicidio assistito del diritto, della ragione e della coscienza

Dopo un anno di rinvio e due giorni di Camera di consiglio, la Corte costituzionale dà ragione… alla Corte costituzionale, riprendendo tal quali gli orientamenti espressi nell’ordinanza di rinvio del settembre 2018.
…Verità e Vita esprime la più ferma opposizione a questa prospettiva etica e giuridica che contraddice la ragion d’essere stessa del diritto e della medicina…

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Intervista a Giacomo Rocchi sulla legge sulle DAT

Domande circa la legge 219 del 2017

Grazie Dott. Rocchi per essere qui con noi. Cominciamo col definire i termini della questione. Ci potrebbe spiegare, in breve, qual è il nucleo della legge sulle DAT? Cosa sono di preciso queste “Disposizioni Anticipate di Trattamento” e qual è la differenza tra tale dizione e quella di “Dichiarazioni Anticipate di Trattamento”?

La legge 219 del 2017 è intitolata “Norme in materia di consenso informato e di disposizioni anticipate di trattamento“: potrebbe sembrare, quindi, che si tratti di una legge che regoli i rapporti tra i pazienti e i medici, attribuendo ai primi un maggior “potere” nei confronti dei secondi. In realtà, il nucleo vero della legge è un altro: la possibilità di ottenere, tramite il rifiuto del consenso, la morte del soggetto.

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