Autore: Comitato Verita e Vita

Intervista a Giacomo Rocchi sulla legge sulle DAT

Domande circa la legge 219 del 2017

Grazie Dott. Rocchi per essere qui con noi. Cominciamo col definire i termini della questione. Ci potrebbe spiegare, in breve, qual è il nucleo della legge sulle DAT? Cosa sono di preciso queste “Disposizioni Anticipate di Trattamento” e qual è la differenza tra tale dizione e quella di “Dichiarazioni Anticipate di Trattamento”?

La legge 219 del 2017 è intitolata “Norme in materia di consenso informato e di disposizioni anticipate di trattamento“: potrebbe sembrare, quindi, che si tratti di una legge che regoli i rapporti tra i pazienti e i medici, attribuendo ai primi un maggior “potere” nei confronti dei secondi. In realtà, il nucleo vero della legge è un altro: la possibilità di ottenere, tramite il rifiuto del consenso, la morte del soggetto.

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Proporre il male minore è sempre male

Oggi 11 luglio nella sala Apollo del Palazzo Maffei Marescotti si riunirà un seminario con oltre 30 associazioni no profit impegnate a vario titolo nella difesa della vita, per un confronto con alcuni esponenti dei gruppi parlamentari e del Governo, a fronte dell’ordinanza della Corte Costituzionale n. 207/2018, con la quale si chiede al Parlamento di modificare, entro il 24 settembre, la norma sull’aiuto al suicidio (art. 580 cod. pen.) agevolando per via legislativa «condizioni di attuazione della decisione di taluni pazienti di liberarsi delle proprie sofferenze … anche attraverso la somministrazione di un farmaco atto a provocare rapidamente la morte». Se entro tale scadenza non avverranno modifiche legislative, la Corte Costituzionale si riserva di annullamento,

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Licenza di uccidere

RELAZIONE AL CONVEGNO 18 MAGGIO 2019 UNIVERSITÀ LUMSA – ROMA
1. Come abbiamo spesso sentito dai media, negli Stati Uniti, da molti anni, è in corso una battaglia politica e giudiziaria sulla pena di morte, prevista nella maggioranza degli Stati. La Corte Suprema degli Stati Uniti è più volte intervenuta non solo sulla conformità della pena capitale alla Costituzione americana, ma anche sui metodi da utilizzare per le esecuzioni, tenuto conto del divieto di infliggere “pene crudeli ed inusuali”.

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In ricordo di Eluana Englaro: l’ingiustizia dell’eutanasia per via giudiziaria

RELAZIONE AL CONVEGNO 18 MAGGIO 2019 UNIVERSITÀ LUMSA – ROMA
1. La lunga e complessa vicenda giudiziaria che ha condotto alla morte di Eluana Englaro a seguito dell’interruzione dell’idratazione e dell’alimentazione ha un’importanza epocale perché segna il passaggio da una concezione etica e giuridica che assegna primalità  alla vita umana a una concezione che ne erode il primato a favore di criteri non ultimamente chiari, ma orientati in sostanza ad attribuire rilievo al c.d. ‘best interest’ del soggetto disabile, individuato tramite una ricostruzione presuntiva dello stile di vita serbato dal malato prima dell’inabilitazione.

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